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I prestiti tasso zero ed il finanziamento tasso zero

I meccanismi dei finanziamenti tasso 0 ovvero il prestito tasso 0



All'interno di una guida ai prestiti online non potevamo non considerare il fenomeno dei cosiddetti finanziamenti a tasso zero o, nella specie, dei prestiti a tasso zero mega reclamizzati nel piccolo e medio credito al consumo, quello, per intenderci, che ci permette di finanziare beni o servizi presso centri commerciali, autosaloni, agenzie di viaggio, etc. etc. Teniamo a trattare il finanziamento a tasso 0 o prestito a tasso 0 per dimostrare che in realtà "grazie" a dei meccanismi perversi di zero non c'è proprio nulla. Tutto viene pagato, soprattutto gli interessi. Eccome! Ricordiamo, giustamente, che alla base dell'industria del credito c'è sempre il corrispettivo del servizio reso (ci mancherebbe altro), cioè gli interessi. Sarebbe assurdo per gli istituti bancari erogare anticipatamente somme di denaro senza ricevere alcun interesse futuro, cioè il tasso zero. In base a questa logica fissiamo un principio: scordiamoci i prestiti a tasso zero! Non esistono finanziamenti a tassi 0 nel settore privato. Le uniche istituzioni che erogano finanziamenti (mutui o prestiti) a tasso zero sono quelle pubbliche, ma non certamente per l'acquisto della tv al plasma, della nuova cucina, delle vacanze alle maldive ...

Qualche lettore protrebbe dire che abbiamo scoperto l'acqua calda. Ma se così fosse, come mai il prestito a tasso 0 è in continua espansione? Basta entrare in un qualsiasi centro commerciale che si è letteralmente tempestati con offerta di acquisto di finanziamenti a tasso zero o, addirittura, sono gli stessi commessi o persone comunque preposte alla vendita ad insistere col pagamento rateale a tasso zero piuttosto che in contanti. Cercate di ricordare e, sicuramente, questa scena sarà stata vissuta anche da voi. I motivi alla base dei prestiti a tasso zero sono essenzialmente due, entrambi concorrenti tra loro: 1) l'acuirsi della crisi finanziaria che provoca una contrazione dei consumi spinge gli operatori finanziari a studiare formule, come i tassi zero, volte ad incentivare ancora di più la offerta (rateale); 2) contemporaneamente e paradossalmente è proprio la crisi che fa aumentare gli acqisti rateali, ma, portando il consumatore verso l'apparentemente conveniente tasso zero, mentre in realtà questo sistema non fa altro che aumentare l'indebitamento medio causato proprio dagli "altissimi" tassi di interesse che il "tasso zero" incorpora in sè. Strano, ma vero!



In sostanza noi (consumatori) non rimproveriamo il fatto che il finanziamento sia di per sè costoso, ma piuttosto la mancanza di trasparenza dei prestiti a tasso zero o, per dirla in maniera poco diplomatica, l'essere presi per i fondelli. Basta dirlo. Basterebbe dire che sul finanziamento a "tasso zero" gravano realmente dal 15% - 20% - 25% di interessi annui. Solo questo. Quanti tra i lettori aderirebbero al tasso zero se conoscesse il reale tasso di interesse ? E' molto meglio fare un prestito personale e con la liquidità ricevuta acquistare il bene ! Chiaro. Comunque ... esistono sostanzialmente 2 diversi modi, anche questi concorrenti tra loro, per rifilare tassi onerosi ma spacciandoli per finanziamenti a tasso zero : un primo modo, più difficile da provare, è aumentare il prezzo del bene sotteso al prestito a tasso 0 ovvero, soprattutto nei centri commerciali più grossi, applicando la politica dei prezzi fissi la quale non prevede sconti se non quelli a rotazione. Di fronte a questo l'utente spesso non può fare altro che aderire all'offerta del prestito a tasso zero, pensando che << ... allo stesso prezzo è meglio pagare a rate!>>. Purtroppo non è così. Disponibilità permettendo, è preferibile pagare in contanti, in quanto, vi assicuriamo, matematicamente, che il bene pagato a rate non avrà lo stesso prezzo dei contanti in quanto a tasso zero ma bensì sarà molto più costoso.

L'atro modo per far lievitare i costi e convingere il cliente a sottoscrivere il finanziamento a tasso zero è più sofisticato, ma è matematicamente dimostrabile: gioca sul concetto di tan (tasso annuo nominale), taeg (tasso annuo effettivo globale) e spese per legge non rientranti in quest'ultimo. Brevemente, il tan è il tasso al quale è concesso il prestito ed è facile da calcolare (cfr. calcola rata prestito tan), il taeg, invece, rappresenta (dovrebbe!?) il costo "reale" del finanziamento derivante questo dalle spese accessorie che ruotano intorno al prestito (cfr. calcolo taeg prestiti), più altri costi che sfuggono al calcolo legale del taeg o isc, ma che comunque contribuiscono a far alzare ulteriormente i costi, questa volta reali, del prestito. Prestate attenzione! Il prestito a tasso zero che propongono riguarda sempre, solo ed esclusivamente il TAN, mai il taeg. Ma come fanno a far lievitare i costi? Semplice! Abbiamo premesso che il prestito a tasso 0 riguarda il micro o medio credito: si parla di prestiti che oscillano da 500-1000 euro al massimo di 10000 euro, con una media di 3-4000€. Parliamo di finaziamenti per l'acquisto di notebook, pc, mobili, auto usate o piccole utilitarie nuove, e prodotti simili. Ebbene, se ad un prestito a tan "tasso zero" di 3-4-5000€ aggiungiamo, come da mercato, 150-300€ di istruttoria o commissioni, incasso rata (20-30 euro l'anno), assicurazione (che è obbligatoria) di 200-300€, inizio pagamento dopo 3 - 6 mesi con una spesa che equivale al taeg, arriviamo ad un taeg massimo di 17-18% per 3000€ e del 14-15% in quello di 5000€. Addirittura, per pristiti ancora più piccoli, ad es. per acquisto di elettrodomestici, il costo reale potrebbe superare anche il 25% di interessi ma non può essere perseguibile come usura perchè composto da voci di spesa non previste dalla legge antiusura. In definitiva, se proprio dovete finanziarvi un modico prestito fatelo attraverso il comunissimo prestito personale, non mediante la formula del tasso zero.






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