Prestito d uso di oro grezzo o metalli preziosi - prestiti duso
La presente sezione, dedicata alla definizione di prestito d'uso potrebbe poco interessare ai nostri lettori in quanto, come vedremo, il prestito d uso è una tipologia di prestiti che interessa solo alcuni settori della vita economica di un paese. Malgrado il nome "prestito d uso" pochi sanno che questo è un tipo di finanziamento che intercorre solo tra banche ed attività legate alla trasformazione e/o commercializzazione di metalli preziosi quali oro argento e simili, cioè in primis con gli orafi e le gioiellerie. In italia, autorizzati ad "erogare" prestiti duso in oro sono solo ed esclusivamente le banche le quali hanno propri depositi fiduciari predisposti per il prestito d'uso e non solo.
In virtù del contratto di prestito d uso la banca consegna materialmente un certo quantitativo di oro grezzo o fino in barre o, come si suol dire, in lingotti agli opreratori del settore orafo, in cambio di un interesse da pagare in genere ogni trimestre e che va dal 3% al 5% annuo. Al termine del contratto di prestito d'uso, chi ha ricevuto l'oro esercita una opzione: o restituisce la stessa quantità di oro oppure versa il controvalore in denaro determinato dal mercato di riferimento. Molteplici ed innegabili sono i vantaggi del prestito d'uso per gli addetti ai lavori dell'oro: si evita di sborsare il capitale per acquistare la materia prima; il tasso di interessi è molto inferiore a qualsiasi altro prestito; grazie alla opzione si protegge dalle oscillazioni valutarie che ricadono sul prezzo dell'oro.
Dicevamo che grazie ai prestiti d'uso chi lavora con l'oro e con i metalli preziosi in genere, ha degli ottimi vantaggi che lo incentivano a ricorrere al prestito d uso. Il primo, forse il più importante, è quello di non anticipare liquidità per l'acquisto della materia prima sottesa alla sua attività. Poi, quello di pagare degli interessi irrisori rispetto un normale finanziamento, perchè, se per acquistare un kilo d'oro dovesse ricorrere al normale prestito, gli interessi da pagare sarebbero almeno il doppio. Questi sono i lati positivi "diretti" e sicuri derivanti dal prestito d'uso. Diciamo diretti per distinguerli da altri indiretti ed eventuali legati alle oscillazione delle quotazioni dell'oro descritti appresso.
Ripetiamo l'ultimo dei benefici concessi col prestito duso ovvero quello di optare o per la restituzione dell'oro o di pagare il valore dello stesso. Per spiegare ciò dobbiamo dire una regola di questo lavoro: per legge, chi lavora l'oro ed intende avvalersi del prestito d'uso deve avere una riserva in deposito pari almeno alla quantità presa in prestito. Ad es. chi chiede in prestito d uso 2 kg d'oro deve almeno averne altri 2. Ma nella realtà la riserva è sempre maggiore a quella chiesta in prestito. A fine contratto quindi anche se l'oro è stato totalmente utilizzato nella creazione di gioielli, l'orafo potrebbe comunque restituire la materia prima. Ebbene, la restituzione od il controvalore in denaro dipende dal valore dell'oro preso durante il contratto. Se alla scadenza del prestito d'uso l'oro ha una quotazione maggiore rispetto la consegna, è logico, l'orafo restituirà la materia prima ed uscirà indenne dal rialzo del metallo, se, viceversa, l'oro perderà prezzo, gli converrà convertire il valore e restituire liquidi e così acquistare l'oro ad un prezzo inferiore rispetto la consegna. Vediamo che in entrambi i casi l'orafo potrà teoricamente attuare una speculazione sul prezzo dell'oro. Questo è un ulteriore beneficio del prestito d'uso.
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