N.B. Gentile lettore, quello che segue è la seconda parte di un articolo dedicato al prestito vitalizio. Qualora sei arrivato da altra pagina di PrestitiOnline e/o da un motore di ricerca, ti consigliamo, per motivi di ordine logico, di iniziare la lettura dalla prima parte dell'articolo presso -->
prestito vitalizio. Grazie!
Proseguiamo ora con la simulazione di calcolo di un prestito vitalizio per fare notare la onerosità alla quale porta il metodo di capitalizzazione annuale degli interessi (anatocismo) premettendo una precisazione: nei prestiti vitalizi ad essere oggetto di anatocismo sono anche le spese accessorie, cioè anche i costi della perizia, del notaio, dell'istruttoria, etc. anticipati dalla banca saranno capitalizzati annualmente, quindi, un calcolo corretto deve essere fatto sul taeg. Precisato ciò, passiamo alla simulazione: pensionato di 70-72 anni; valore della casa 150mila euro; vitalizio concesso 50mila euro cioè il 33% circa del valore della sua casa; tasso taeg al 6% (messo in difetto in quanto in un prestito il tasso sarà sicuramente maggiore del 6%). Ebbene, "grazie" al sistema di calcolo anatocistico in soli 10 anni in debito è raddoppiato, passa dai 50mila iniziali a 97986mila euro finali (calcolare per credere!). Se poi il nostro pensionato ha la "sfortuna" di campare per altri 5 anni ancora, in 15 anni i suoi eredi avranno un debito di ben 131130mila euro di debito (il 160%).
Questo sistema di calcolo è il vero problema del vitalizio, cioè la eccessiva onerosità è data proprio dalla capitalizzazione annuale. Se, continuando con il superiore esempio, la capitalizzazione venisse calcolata con modalità simile a tutti gli altri finanziamenti, avremo dopo 10 anni esattamente 80mila euro rispetto ai 97986mila ovvero ben 18mila euro in meno. Addirittura, per 15 anni il totale da saldare sarebbe di 95mila euro contro i 131130mila quindi ben 36mila euro in meno. Notate che la differenza di 5 anni (da 10 a 15 anni) ha raddoppiato la differenza di calcolo degli interessi passivi: dai 18mila euro dei 10 anni ai 36mila euro dei 15 anni. Attenzione! Ricordiamo che l'esempio su riportato è aderente ai tassi dei mutui (6%), mentre in realtà sui prestiti vitalizi i tassi, non sono come quelli dei prestiti personali ma comunque superiori a quelli dei mutui (si parla di 7-8% in media). Addirittura, se consideriamo casi limiti di contratti di vitalizio con durate di 20-25-30 anni il debito risulterà, come da calcoli da noi effettuati, del 250% - 300% - 350% ed oltre.
Abbiamo anticipato nella prima parte che dopo aver trattato le spese avremmo spiegato il motivo della regola secondo la quale la percentuale del valore dell'immobile è direttamente proporzionale alla età del pensionato: per la serie più sei vecchio più alta sarà la percentuale erogabile (dal 20% al 50% del valore della casa). A questo punto il lettore più attento avrà capito il motivo. Tutto si basa su due criteri di ordine statistico: 1) la rivalutazione di quella singola unità immobiliare calcolata dal perito; 2) la vita media dell'uomo italiano (circa 80 anni). In base a questi due criteri si parte con la erogazione del 20% ai 65enni e si arriva al 50% per i 90enni ed oltre. Perchè ? Il prestito vitalizio diciamo che viene frenato dalla rivalutazione immobiliare: se dipendesse solo da banche e finanziarie, proporrebero direttamente il 50% ai 65enni, ma in tal modo difficilmente riuscirebbero a recuperare l'intera somma. Ritorniamo all'esempio riportato sopra: pensate se quei 50mila euro rappresentassero il 50% del valore della casa (e non il 33%) che quindi vale 100mila euro, dopo 15 anni il nostro 65enne muore (ad 80 anni = vita media in italia), nel mentre, la casa, rivalutata del 5-6% annuo (fonte: nomisma) varrebbe circa 152mila euro, quindi non molto distante da quei 131130mila euro da saldare in unica soluzione. A quest'ultima cifra aggiungiamo un 6%, perchè, come da contratto di vitalizio, la somma deve essere pagata entro un anno dalla morte del richiedente, durante il quale matureranno appunto altri 6% di interessi arrivando così a circa 140mila euro. Ma non è finita. Aggiungiamo i tempi della giustizia italiana atti a vendere all'asta la casa, cioè almeno 2-3 anni durante i quali continueranno a sommarsi non solo altri interessi ma anche le spese legali e di giustizia per accorgerci che alla fine il ricavato della vendita potrebbe non riuscire a coprire i costi complessivi. Queste sono le motivazioni alla base della proporzionalità tra età e % del valore. Infatti, tutto rientra nei piani erogando il 20% al 65enne: il debito iniziale di 50mila euro anche se dovesse arrivare dopo i 15 anni a 160-170mila euro è ben garantito perchè in questo caso il 20% (cioè i 50mila euro) è stato calcolato su un immobile di 250mila euro, quindi la copertura è piena anche non considerando la rivalutazione, che con questa porta l'immobile, dopo 15 anni ad avere un valore di 380mila euro. Il ragionamento è inverso per il 90enne: che probabilità statistiche di vita ha un 90enne ? 2-3-4-5 anni! Ora si spiega come mai a soggetti più anziani danno fino al 50% del valore della casa, cioè continuando sempre con la medesima simulazione, i 50mila euro dati ad un 90enne, morto dopo 3-4 anni, diventeranno 60-65mila, cifra, questa, abbondantemente al dì sotto il valore iniziale della casa (100mila euro + rivalutazione dei 3-4 anni), che in tal modo coprirà benissimo ulteriori interessi e spese (altri 10mila euro) derivanti dalla vendita forzata.
Fin adesso la critica ad un sistema che, a detta di associazioni di consumatori e di categorie come sindacati e piccoli proprietari, non farebbe altro che speculare su il bene più prezioso rimasto a chi vive di pensione (la casa) oltre che a seminare odio in famiglia (perchè il vitalizio non necessità del parere dei futuri eredi ai quali andrà l'onere di addossarsi il debito). Tuttavia è doveroso dare una soluzione alternativa ai tanti pensionati che hanno difficoltà economiche derivanti dalla esigua pensione: prima di tutto parlatene in famiglia. Non sottoscrivete un contratto di vitalizio senza prima aver parlato e/o avvisato i vostri figli, nipoti, parenti ed in genere tutti coloro i quali sono potenziali vostri eredi. Sconsigliamo nel modo più assoluto il prestito vitalizio, se non come extrema ratio o ultima spiaggia. Soluzioni alternative: la più logica ed alternativa, ma valida per piccole somme, è quella del
prestito personale. Per chi ha il bisogno o la necessità di avere una maggiore somma può sottoscrivere un normale
mutuo liquidità. Ottenuta la somma dal mutuo liquidità, in parte verrà spesa per i bisogni correnti ed in parte per pagare la rata. In questo modo, agli eredi lascierete un comunissimo mutuo che loro potranno continuare a pagare o estinguere, dedotto il capitale residuo. Un'altra soluzione, più onerosa (ma non come il vitalizio) rispetto alle due su proposte, ma che non lascia debiti agli eredi è la
cessione del quinto dello stipendio. Scegliete tra queste alternative proposte ma cercate di evitare, ove possibile, il prestito vitalizio ipotecario. Chi vi propone il vitalizio non fa i vostri interessi, ma i suoi.